"Con il popolo iraniano! Mobilitiamoci in ogni città": è questo l'appello al quale l'Uisp si unisce, lanciato dalle reti interassociative per la pace e la cooperazione delle quali è parte, che invita alla solidarietà con la popolazione iraniana
Un appello di AOI, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e Stop Rearm Europe – Italia, in continuità con il movimento Donna Vita Libertà, per fermare il massacro in Iran e per richiedere l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici.
"Migliaia di ragazzi e ragazze, studenti e studentesse universitarie - si legge nell'appello - stanno da giorni in piazza a fianco di lavoratrici e lavoratori organizzati che protestano contro il carovita e contro un sistema politico che, da decenni, reprime il dissenso.
È una mobilitazione di popolo, nonviolenta, che è in continuità con il movimento Donna Vita Libertà e reclama un profondo cambiamento di giustizia sociale e democrazia. Siamo con chi resiste, con chi non si piega, con chi rischia tutto per i diritti e la democrazia.
No alla repressione del regime, che sta causando migliaia di morti e di arresti.
No a ogni intervento imperialista e coloniale. Nessun re del mondo, basta guerre per il petrolio. Basta guerre e bombe “in nome della libertà”.
Il futuro dell’Iran appartiene solo al suo popolo. Al fianco del popolo iraniano, scendiamo in piazza in ogni città, mobilitiamoci per fermare il massacro e per richiedere l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici".
L'Uisp inoltre aderisce alla manifestazione lanciata da Amnesty International - alla quale hanno aderito Aoi e altre reti e associazioni - che si terrà a Roma, nella scalinata del Campidoglio, venerdì 16 gennaio alle ore 16. "Dal 28 dicembre 2025, in Iran - scrive Amnesty - centinaia di migliaia di persone stanno scendendo in piazza per reclamare migliori condizioni di vita, diritti, libertà e la fine della Repubblica islamica. Le autorità iraniane hanno scatenato una repressione mortale contro le proteste scoppiate in tutto il paese, ricorrendo all’uso illegale della forza, alle armi da fuoco e ad arresti di massa. Le forze di sicurezza, tra cui i Guardiani della Rivoluzione e le forze speciali di polizia, hanno usato illegalmente fucili, pistole caricate con pallini di metallo e proiettili veri, cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e pestaggi per uccidere, disperdere, intimidire e punire persone che stavano manifestando in gran parte in modo pacifico".